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Project Management - Tips - Strategy - History - 5

Italian site

 

... but since there was nothing left to accomplish in this respect,

attention became focused only on the sort of thing that caught the eye.

[Frederick the Great]

 

Misfits of project management

Issue nr. 5 - I "supermercati" del project management

 

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Contents

·      Introduction / Introduction [italiano/English]

·      I "supermercati" del project management [italiano]

¨    I supermercati"

¨   Gli airliners

¨   "Internazionalizzazione"

¨   MIA – Project Management

¨   Che senso hanno i “sistemi” di project management “alieni”?

¨   Project Management e professionisti

 ·     Tip – 5 minutes on Project Plan [English]

·      Flash – Strategy (1) – “Blue Ocean strategy” [English]

 ·     News

¨   Convegno “Project Management 2010"

¨   Corso di Project Management dell´Ordine degli Ingegneri di Padova

¨   Nuovo corso (1): Project Management e Programme Management aziendale

¨   Nuovo corso (2): Difendersi dai tentativi di “influenza"

 

 

 

Introduzione / Introduction

 


Questa è una newsletter ironica – ci piace divertirci.

Per coloro che non hanno letto le issues precedenti: www.righetconsult.com/newsletter

 

Perché questa novità della newsletter parzialmente in italiano?

Beh, tutta colpa (o merito) dei nostri saggi mici Inklet e Tailchaser: hanno deciso di imparare l´italiano :-)

Inoltre, un audit (chiedete ad Inklet e Tailchaser ;-) ci ha rivelato che molte persone che non sono di madrelingua inglese hanno difficoltà a capire le sfumature di pezzi ironici in inglese, com´è naturale.

Scrivere una newsletter ironica in italiano per chi non è abituato non è facile: l´ironia viene difficile quando si è abituati a praticarla in un´altra lingua.

Inoltre, tradurre testi ironici è praticamente impossibile; questo è il motivo per cui non esiste una versione inglese: ce ne scusiamo con i nostri affezionati lettori che non parlano italiano.

 

Alcune parti della newsletter restano in inglese: si tratta di parti tecniche.

Speriamo che questo esperimento sia ben accolto ed aspettiamo la vostra opinione, in particolare Inklet-Macchiolina e Tailchaser-Acchiappacoda :-)

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This is an ironic newsletter – we like having fun.

For those of you who did not read previous issues: http://www.righetconsult.com/newsletter


Why this novelty - a newsletter partially in Italian?

Well, it is a fault (or merit) of our wise cats Inklet and Tailchaser: they have decided to learn Italian :-)

Moreover, an audit (ask Inklet and Tailchaser ;-) has revealed that many people who are not native English-speaker have experienced difficulties in understanding the nuances of ironic pieces written in English – that is just natural.

Writing an ironic newsletter in Italian isn’t easy for those who aren’t used to that: irony is difficult when one is used to practice it in another language.

Besides, translating ironic texts is virtually impossible; that’s the reason why an English text doesn’t exist: we apologize with our devoted readers who don’t speak Italian.

 

Some parts of this newsletter are in English: they are technical parts.

We hope this experiment will meet with your approval and we wait for your opinion, in particular Inklet and Tailchaser :-)

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I “supermercati” del project management


 


Il Project Management, non dovrebbe essere tagliato per le necessità reali della singola azienda?

Ecco, i cari mici Inklet e Tailchaser già dicono la loro su come vanno invece le cose: mieooowwwww!!

 

Assistiamo alla riproposta in tutte le salse di “metodi” di project management come panacea di tutti i mali: non importa il luogo, non importa il tipo d´azienda e le sue necessità specifiche, arriva magari la “mega azienda di consulenza” che propone sistemi rigidi creati per tutt’altre realtà aziendali, magari dall´altra parte del mondo. Sperando che usi metodi garantiti da una qualche Autorità e non metodi di proprietà di qualche associazione od addirittura di una singola azienda.

Invece, non solo ci vorrebbe una seria metodologia di Project Management garantita da un´Autorità come PRINCE2 (Projects IN Controlled Environments), ma è necessario adattare tale metodologia alla situazione, come peraltro già previsto da PRINCE2 stesso.

Perché citiamo PRINCE2 in primis? Perché è nata in Europa (è quindi più vicina alle realtà europee di PMP od altro), offre la garanzia di essere di proprietà del governo inglese, si sta diffondendo ovunque anche fuori Europa (Stati Uniti, la patria del PMI, inclusi) e tra le organizzazioni internazionali (NATO, e presto ONU, incluse).

Insomma, un successo europeo in un mondo solitamente dominato da metodi nati in realtà estranee alla cultura ed al modo di pensare europei.

 

Vengono spesso (anche a sproposito) citate le soft skills nel Project Management: dato che le aziende sono organizzazioni e quindi sono fatte di uomini, non credete che il primo aspetto da curare sia quello culturale?

Che senso ha imporre “metodi” che niente hanno a che fare con le basi culturali, e spesso anche economiche, locali?

Non è quindi solamente un discorso di metodologie di project management serie e garantite da delle vere Autorità, ma anche una necessità di adattare tali metodologie alla realtà locale ed aziendale.

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I “supermercati”

 

A questo proposito, pensiamo ai “supermercati” del project management: vendono expertise al metro come si fosse al supermercato. Vendono sempre le stesse soluzioni indipendentemente dalla situazione, magari giustificando questa omogeneizzazione con “internazionalizzazione” (per un chiarimento sul nostro uso del termine, vedi il paragrafo omonimo).

E non si tratta solo di “mega”; anche pesci piccoli agiscono nello stesso modo.

La differenza tra piccoli e “mega” è molto semplice.

I piccoli sembrerebbero convinti che con “l´internazionalizzazione” possano “apparire” più professionali.

I “mega” talvolta vendono la loro immagine: le loro pubblicità appaiono sui giornali ... fanno pubblicità al marchio invece che alle soluzioni. Questo poteva andare bene fino a ieri, ma tra la crisi e quello che potremmo chiamare un “risveglio” localista, nel senso di riscoprire i vantaggi di chi propone soluzioni adattate alle necessità e vicine al modello culturale/economico del cliente, le cose sono destinate a cambiare in fretta.

In particolare, la crisi ha dimostrato che il modello del “mega internazionalista” in generale non da certamente vantaggi: le aziende cercano il profitto, ed il profitto può essere sia internazionale che locale; adattabilità alle esigenze è la nuova (guarda un po’ che novita!) parola d´ordine.

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Gli airliners

 

Ci piace fare un esempio: il mercato degli aerei.

Non c´è mercato più internazionale degli airliners o degli aerei militari: i singoli componenti provengono dalle più disparate parti del mondo.

Eppure, anche nel caso di aerei eccellenti (il paragone è perfetto con il project management garantito da un´Autorità), ogni cliente vuole una soluzione personalizzata per quanto possibile.

E non a caso, perché ogni realtà ha delle esigenze speciali e talvolta inderogabili; tutti sanno che alcuni avanzatissimi elicotteri da combattimento (AH-64 Apache), durante la prima guerra del golfo, hanno sperimentato gravi problemi operativi a causa della sabbia; pare che anche il fallito tentativo del 1979 di liberare gli ostaggi dell´ambasciata USA sia stato dovuto alla sabbia.

E badate bene che si tratta di prodotti ad altissima tecnologia che più di tanto non si possono modificare!

Allora perché non si dovrebbe fare lo stesso con il Project Management che è pure una disciplina “intellettuale” ed il cui adattamento alle necessità specifiche e locali del cliente è facilissimo e può essere totale?

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Internazionalizzazione”


Chiariamo che “internazionalizzazione” tra virgolette è qui intesa in un senso speciale: se da un lato vi sono le soluzioni su misura (chiamiamole pure locali) adattate alla situazione aziendale, ma anche al modello culturale ed economico locale, dall´altro vi sono le soluzioni (“Internazionalizzazione”) generalizzate che fanno leva sull´aspetto “internazionale” e magari sul “marchio internazionale”.

È quindi chiaro che noi non abbiamo nulla contro le aziende o le operazioni internazionali, noi commentiamo l´”internazionalizzazione” per come appena definita e non come termine geografico.

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Supermercati” – il tonno

 

Torniamo ai “supermercati” del project management.

Che siano “ipermercati” o “mini-market”, una cosa sembra ovvia: il loro modello non va. Perché?

Basta guardare il progresso del project management dopo anni di applicazione: tantissimi non sanno cos´è; tanti ne parlano ma non sanno bene cos´è; pochi lo applicano ma i risultati non sono quelli previsti; pochissimi ne hanno avuto una brutta impressione; tutti quelli che restano (e che magari lo applicano) hanno un´idea completamente distorta del project management stesso – e badate bene che quest´ultimo aspetto si applica anche a tanti cosiddetti “project manager”, basta andare a certi convegni (blasonati o meno) sul project management per riscontrarlo.


Un prodotto eccellente com´è il vero Project Management spopola dove arriva: il problema è che non arriva ai “supermercati”.

Bisogna accettare l´idea che il Project Management è come una Ferrari: corre come una Ferrari, appunto, ma le concessionarie non si trovano dietro l´angolo.

Il Project Management è come il caviale: quello buono non si trova al supermercato. Ammettiamo qui che ci piace il caviale: gustoso, con un profumo magnifico ed un sapore ineguagliabile – Come avrete capito, questi sono Inklet e Tailchaser che praticano l´italiano :-)

Oppure come il tonno: quello delle scatolette che troviamo al supermercato non solo ha un gusto diverso ... ce ne vuole una quantità molto maggiore per saziare. Alla fine, non solo è tutta un´altra cosa, costa molto meno di quello che si potrebbe pensare.

 

Insomma, i supermercati del project management non solo non vanno, “danneggiano” indirettamente le “casolinerie” (grandi e piccole) del project management che si trovano spiazzate sul mercato.

Si è ormai diffusa una tendenza a rivolgersi ai “supermercati”, anche perché offrono tutta una gamma di servizi. Purtroppo, i posti come Harrods, grande ma dove si può acquistare prodotti di prima qualità (nelle Food Halls, un settore speciale), sono rarissimi.

Ecco allora che le aziende pagano per un pacchetto che comprende tutto ... peccato che spesso ottengano solamente tanti bei discorsi sulle soft skills, la comunicazione di gruppo, il team working, ecc.

Perché?

Perché ben pochi hanno un´idea di cosa sia veramente il project management; complice l'informazione (libri, riviste, associazioni, convegni, quant´altro), la gente ha ricevuto un'impressione completamente distorta di cos´è il project management.

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Che senso hanno i “sistemi” di project management “alieni”?

 

Non è certamente una novità: “metodi” di project management importati a piè pari da realtà completamente diverse.

Anche quando si tratta di metodi seri, di solito non vanno in realtà differenti da quella in cui sono stati concepiti; come non bastasse, non vengono adattati alla situazione locale. Quello che succede di solito è che dopo l´euforia iniziale le aziende si vedono costrette ad adattarli comunque: se sono fortunate, arrivano “in pari”.

Il prodotto esotico che trovate al supermercato avrà una bella confezione però ...

 

Com’e’ che eccellenti metodologie di project management vengono dimenticate a vantaggio di “sistemi” esotici?

Perche’ e’ semplice. È semplice andare dal cliente e dirgli “Ti porto il sistema X, chiavi in mano.”

Quanto più difficile è andare dal cliente e dirgli: “Ho una metodologia di project management seria che si è già dimostrata molto efficace, però bisognerà lavorarci su assieme perché va adattata alle tue necessità ed alla situazione locale”.

Giusto per fare un esempio: perché adottare, tale e quale, un “sistema” di project management nato in un altro continente? Se non altro, cambia la mentalità delle persone; alla fin fine, sono le persone che implementano, seguono e accettano un progetto.

 

La spinta “localista” (culturalmente e/o economicamente) sta prendendo piede; le aziende si guarderanno forse intorno e scopriranno i vantaggi di soluzioni su misura (reale!) e vicine al loro modello culturale/economico (ma non necessariamente geografico), in alternativa a proposte inalterabili che fanno leva sul “marchio internazionale” di massa.

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Project Management e professionisti


Ovviamente, la cosa si estende ai professionisti aziendali/manageriali: guardare alla realtà significa rivalutare i professionisti preparati in alternativa alle offerte “marchiate”.

La dicotomia è semplice: comprare il mobile di qualità su misura per il vostro soggiorno, od il prodotto di massa magari concepito per i soggiorni di un altro continente?

Come inciso, un´altra domanda che dovremmo porci è: scegliere il Project Manager certificato in una metodologia garantita da un´Autorità governativa ed adattata alla situazione locale, o chi che se è certificato lo è in un metodo di un´associazione od addirittura di un´azienda?

La cosa più incredibile è che non solo il project management “su misura” è più redditizio e comporta meno guai, di solito non costa di più e spesso addirittura di meno – la pubblicità costa.

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Tip – 5 minutes on Project Plan


 

The Project Plan is often mistaken for the project itself; in truth, it is a fundamental part of project management, but it is not the project.

Before the Project Plan, many things need to be done: in fact, how may you plan without the “preparatory” part?

 

You should first decide what you want to do, where you want to start from, where you want to arrive.

Amongst other, you need to evaluate at least:

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The Business Case

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The project's feasibility

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The Project Approach

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Organization

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Responsibilities

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And so on …


With the aforementioned parts you can begin planning in an informed way: planning is built, not created.

 

Remember:

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So many factors are involved, so many human factors are part of the equation; nonetheless, without a methodology and hard study nothing is going to be accomplished

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Planning is necessary, but not sufficient to reach victory: other elements are necessary, decisions need to be taken, situations change, and so on

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Planning is a discipline: hard work is necessary

 

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Flash – Strategy (1) - “Blue Ocean strategy”


 

Quite often, we receive requests for pieces on strategy.

Strategy is linked to Project Management and not only as far as the planning part is concerned, indeed.

Therefore, let’s dedicate this Flash to Strategy! :-)

 

Today we will comment on just one of the concepts contained in the famous book ‘Blue ocean strategy - How to Create Uncontested Market Space and Make the Competition Irrelevant’.

As it is written on the site www.blueoceanstrategy.com/boo/book.html, visited on January 29th, 2010, ‘Based on a study of 150 strategic moves spanning more than a hundred years and thirty industries, Kim and Mauborgne argue that tomorrow’s leading companies will succeed not by battling competitors, but by creating “blue oceans” of uncontested market space ripe for growth.’

Basically, we understood it this way: instead of fighting competition, one should create his/her own market.

 

We shall begin by highlighting the afore-mentioned part: ‘…spanning more than a hundred years and thirty industries …’. From our point of view, that makes something more than a mere century and just 30 industries: not nearly enough to really challenge the knowledge of millennia of strategic thinking and practicing.

Let’s go back to quoting the website: ‘Companies have long engaged in head-to-head competition in search of sustained, profitable growth. They have fought for competitive advantage, battled over market share, and struggled for differentiation. Yet in today’s overcrowded industries, competing head-on results in nothing but a bloody “red ocean” of rivals fighting over a shrinking profit pool’.

We can’t help agreeing on a part: fighting is taking place, especially in these times of crisis. But … is fighting really avoidable? In our opinion no, whatever you may do: even if you manage to create or discover a new market, competitors will arise immediately and jump on you with all their strength. Even if they do something different, as soon as they smell business they will “invent” a product doing exactly what yours do, or so will they claim.

 

Again from the website, the most important sentence ‘Blue Ocean Strategy provides a systematic approach to making the competition irrelevant.’

Let’s say immediately we don’t think competition can ever be irrelevant.

 

For millennia man has written on strategy; the conclusion has always been the same: one must fight to obtain something, be it a fight against meteorological conditions or a fight against a raider.

All of us know we would like things to be different: all of us have an inborn necessity for freedom, therefore “forgetting enemies” is a popular utopia because enemies (or competition) limit our freedom. When we feel “restrained”, we tend to make errors: that is why “traditional” strategy exists, i.e., to help us dealing with enemies/competition.

Another name for (traditional) strategy is “experience”: why throwing away millennia of proven human experience to please our psychological necessities? Unfortunately, failing to accept reality leads to dire consequences.

Mind, we are fond of progress and innovation, but only when they have clear and proven advantages.

 

Someone makes a simile between “Blue Ocean strategy” and Sun Tzu (“The art of war”), for Sun Tzu recommends to begin fighting when the fight is already won.

We do not agree with that, for Sun Tzu’s strategy implies both attack and defence: saying one should manoeuvre so as to be the winner before fighting (or even to avoid fighting) is quite different from saying “Abandon the field before fighting and go in search of other places where to live in peace”.

Be sure that as soon as you have found a profitable new area, enemies (or competition) will arrive; worse, by then you will have acquired the fame of a conceding opponent, therefore competition will be more savage than ever.

 

Real competition deals with profit, whatever may be producing it; it will jump on you, even if its products aren’t in truth competing with yours.

In this era of marketing, advertising, networks and so on, competition will “destroy” your products and promote its own, even if they are no match for your products.

Will you fight or run?

Will you stay to protect your investments, or will you flee abandoning the field and profit?

Mind, the Strategy-of-old states: when your enemy is on the run, take the occasion and annihilate him/her. Do you really think competition, which is not applying Blue Ocean strategy, will let you go unscathed?

Do you really think your customers will stay with you after you have left the field? How long has it taken to acquire your present customers?


We know well how things work, for we introduced Prince2 in virgin areas.

You know, no real competitors, but … we got fierce competition. Mind, especially in these times of crisis, competition makes use of whatever means is at its reach.

Our practice does not adopt exclusively defensive or aggressive tactics: it uses what is needed at the right time, exactly as advised by millennia of thinkers.

One can stay on the defensive when dealing with competitors, but he/she must go on the offensive to get markets.

 

A simile: if you play chess, you know that staying exclusively on the defense is a sure receipt for defeat.

And … you can’t run from the chessboard: if you want to play, you have to fight, either you win or lose; better to fight well by making good millennia of experience, isn’t it?

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News

 

 

Convegno “Project Management 2010”

 

Il convegno “Project Management 2009”è stato un successone:

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Moltissime domande centrate ed interessanti

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Eccellenti valutazioni tramite questionario

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Quasi tutti i delegati hanno personalmente espresso i loro ringraziamenti.

Si sta già progettando “Project Management 2010”, da tenersi ancora ad Abano Terme; si deciderà se farlo prima o dopo le vacanze estive.

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Corso di Project Management dell´Ordine degli Ingegneri di Padova


Il nostro capo-trainer terrà l´edizione 2010 del corso di Project Management organizzato dall´Ordine degli Ingegneri di Padova. Bene! :-)

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Nuovo corso (1): Project Management e Programme Management aziendale

 

Abbiamo messo a punto un nuovo corso, di durata variabile a seconda delle necessità:

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Fortemente pratico ed interattivo, lo scopo è di dare ai partecipanti i mezzi per procedere con le loro forze

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Programme Management, visto come mezzo di gestione aziendale

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Forte accento sulla gestione delle parti terze (fornitori, sub-contractors, ecc.)

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Soft skills

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Valido sia per l´azienda privata che per Enti, Comuni, Pubblica Amministrazione, ecc.

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Fortemente adattabile alle esigenze dei partecipanti, sia nei contenuti che nel modo di procedere.

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Nuovo corso (2): Difendersi dai tentativi di “influenza”


Si parla di PNL (Programmazione Neuro Linguistica), di come fare marketing efficace, di come presentare meglio i propri prodotti, ecc: è questo il lato “buono” di tanti mezzi moderni.

Ma ... esiste forse un lato “meno buono”? Certi mezzi vengono solamente ed esclusivamente usati in senso “buono”?

Dove corre il limite tra “onesto” marketing per valorizzare le proprie ideee e/o prodotti ed il tentativo di influenzare le idee altrui?

 

Vi è mai capitato di assistere a presentazioni o simili ed aver avuto l´impressione che niente vi fosse dato però l´impressione che vi è restata sia stata buona?

Vi siete mai chiesti perché?

Vi siete mai chiesti se tutte le idee su come influenzare positivamente un meeting, per esempio, non potessero essere usate a scopi meno positivi e comunque a vostro svantaggio?

 

Anche restando nelle applicazioni “buone”, vi siete mai chiesti se non sia il caso di approntare delle difese?

Ormai certe tecniche sono di diffusa conoscenza, e come ogni aspetto della conoscenza possono esser usate a vostro svantaggio.

 

Tornando nel campo delle applicazioni “meno buone”, facciamo un paragone: l´informatica ci ha regalato i laptop con magnifici programmi che funzionano ovunque, ma anche i virus. Chi farebbe a meno di un antivirus sul suo computer?


 

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“Misfits of project management” is free and can be freely forwarded: some healthy fun is necessary in these modern times.

Being an ironic newsletter, it reflects only ideas. “Answers” or assertions that are not between inverted commas [‘….’] are not to be considered as “true” answers or assertions: that is only a way to express ironically what is perceived.

We make use of another set of inverted commas [“….”]: those are no quotations at all, just a literary device of ours to make concepts clearer.

If you desire to contribute with your experiences or ideas, please drop us an e-mail at central(at)@righetconsult.com

 

 

 

 

 

Operations

Operations in Ticino (project management Ticino), Switzerland, Italy, Europe. In particolar, we bring Project Management, Prince2 and the other solutions to: Venice, Lugano (project management Lugano), Zurich, London and the UK, France, Treviso, Vicenza, Padova (Padua - project management Padova), Rome, Milan, Verona and Veneto in general.

 

 
bulletIssue nr. 1: The "visible project management"
bulletIssue nr. 2: The "Toyota system" and its "worshippers"
bulletIssue nr. 3: An e-mail from X-City
bulletIssue nr. 4: Where is the beef?
bulletIssue nr. 6: Tools reloaded
bulletIssue nr. 7: I radicali liberi & I docciaioli
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Contacts

 

central(at)righetconsult.com

 

Lugano - Paradiso, Ticino, Switzerland

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Last updated: 08/01/14.